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CORDA E CORDINI

 

A questo mondo vi sono infiniti tipi di lavori, di ogni grado di difficoltà, dai più semplici ai più complessi, ma come il mio ce ne sono veramente pochi, direi quasi che si possa considerarlo unico nel suo genere, senza voler sminuire nessuno.

Il mio è un lavoro molto delicato, delicato e difficile nel senso che è facile sbagliare, basta distrarsi un attimo, sbagliare un calcolo ed è fatta, il lavoro viene uno schifo. Devo stare molto attento e concentrato su quello che faccio, quello che c’era prima di me si è distratto un attimo, ha sbagliato un calcolo e ha combinato il guaio, adesso l’hanno cambiato di posto, l’hanno messo a fare un lavoro meno delicato, delicato nel senso che è più difficile sbagliare se si distrae, certo non viene più considerato come prima, ma per fare i lavori difficili e delicati è necessaria una abilità particolare ed avere un’attenzione speciale. Io ci sono portato, ho l’abilità e un’attenzione fuori dal comune, fino adesso non ho mai sbagliato e nessuno si è mai lamentato. Occorre saper fare di conto senza margine di errore, basta sbagliare un calcolo che, come ho già detto, il lavoro viene male. La gente vede solo la parte finale del mio lavoro, non sa tutto quello che c’è dietro. Pensi sempre di aver sbagliato qualcosa ed ecco che allora rifai i conti, controlli gli strumenti, i dettagli, ti accerti della loro efficienza, li provi e li riprovi. Un lavoro come il mio di solito si tramanda di padre in figlio, ma a volte succede come è successo al mio predecessore di non esserci portati ed allora l’eredità paterna non conta più niente. E’ necessario avere una predisposizione, questo non è un mestiere qualunque, è ormai in via di estinzione, sono rimasti in pochissimi a farlo e, bisogna dirlo, occorre anche una certa passione. Domani mattina alle sette saranno tutti lì a vedere il mio lavoro, ci sarà sempre qualcuno che avrà da dire, ma si sa, i criticoni e gli invidiosi sono dappertutto. Io svolgo questo lavoro ormai da più di vent’anni, so che è un lavoro che pian piano non farà più nessuno e cerco di fare il mio meglio in modo di lasciare ai posteri un buon ricordo di me, ma la tecnologia ha purtroppo invaso anche questo campo e quest’arte finirà, ma finché avrò l’onore e la forza di svolgere il compito affidatomi nessuno penzolerà mai più del necessario prima di rendere l’anima a Dio o, peggio ancora, avvenga che il corpo si stacchi dalla testa; i calcoli li faccio sempre bene, io.  

Max Bonfanti socio fondatore e vice presidente dell'associazione culturale L'accento di Socrate

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