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IL BARBONE GIOCOLIERE


Ti guardo,
spuntano come lumini i tuoi occhi e
il tuo naso arrossato
fra una sciarpa trovata in un cassonetto.

Per riempire una strada vuota di indifferenza la colori con i tuoi birilli.

Su panchine gelate ti inventi la vita
e con il sorriso del cuore
cerchi fra i manichini ben vestiti
un pezzo di cuore che fa rumore
ma è solo il rumore del silenzio
che ronza nelle tue orecchie.

Apparecchi la tua tavola su un marciapiede
con le mani imbrattate di odori confusi
dividendo con il tuo cane quel tozzo di pane.

Oh barbone giocoliere vorrei starti accanto come il tuo cane
per sentire nel mio gelo di manichino ben vestito
quell'alito caldo sul cuore
asciugandoci le nostre lacrime.

Mi osservo,
ho più freddo di te,
posso stare con te?

Scritta alle 18,30 del 10/1/2017



VIDEO https://www.youtube.com/watch?v=Wtm4XcYw_KU





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L'accento di Socrate